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Cosa mangiare per aumentare le difese immunitarie? Alcuni abbinamenti poco noti da provare subito

📅 11 Agosto 2026✍️ di Lucia Ferrero⏱️ 4 min di lettura

Quando un cliente entra in erboristeria con il raffreddore che non passa, la domanda è sempre la stessa: “Lucia, cosa posso prendere?” Ma la risposta vera arriva prima ancora di suggerire tisane o integratori. Arriva dalla cucina. Negli anni che ho passato a gestire la mia erboristeria in Toscana, ho imparato che le difese immunitarie si costruiscono con quello che mangiamo ogni giorno, non solo con quello che assumiamo quando già siamo malati. E non sto parlando di chissà quali cibi esotici: gli abbinamenti più potenti spesso sono quelli che nonne e nonni conoscevano da sempre, solo che li avevamo dimenticati.

Il potere nascosto dei grassi buoni abbinati alle vitamine

Tempo fa una signora mi raccontò che mangiava un kiwi al giorno per l’influenza, ma si sentiva ancora stanca. Le dissi: “Prova ad aggiungere un cucchiaio di olio di oliva extravergine proprio mentre lo mangi.” Sembrava una cosa strana, ma funziona. Il kiwi è ricchissimo di vitamina C, che supporta il sistema immunitario, ma la vitamina C è una molecola delicata. I grassi monoinsaturi dell’olio d’oliva non solo aiutano il corpo ad assorbire meglio questa vitamina, ma proteggono anche i globuli bianchi durante il loro lavoro di difesa.

L’abbinamento che dà veri risultati è quello tra alimenti ricchi di vitamina C e grassi di qualità. Provate a mangiare un’arancia insieme a pochi mandorli, oppure preparate un’insalata di rucola con arance e pinoli. Non è una ricetta complicata, ma il vostro sistema immunitario noterà la differenza in poche settimane.

Un altro abbinamento poco conosciuto è quello tra carote e tuorlo d’uovo. Il betacarotene delle carote viene trasformato dal corpo in vitamina A, essenziale per le mucose respiratorie, ma viene assorbito molto meglio in presenza di grassi. Ho suggerito questa combinazione a un signore che soffriva di allergie stagionali: una carota grattata con un uovo bollito a merenda, nulla di elaborato.

Zinco e rame: l’equilibrio dimenticato

Negli ultimi anni tutti parlano dello zinco per le difese immunitarie, e non sbagliano. Ma qui arriva il punto che pochi affrontano: lo zinco senza rame fa più male che bene. È uno squilibrio che ho visto provocare stanchezza e persino perdita di capelli in persone che assumevano integratori di zinco senza criterio.

La natura, come sempre, ha pensato a tutto. Semi di zucca, semi di girasole, noci e mandorle contengono entrambi questi minerali in proporzione quasi perfetta. Un pugno di semi di zucca al giorno, magari tostati leggermente in padella senza olio, è un gesto semplice che riequilibra queste carenze. Abbinate i semi a un frutto acido, una mela verde o un kiwi, e il rame e lo zinco verranno assorbiti ancora meglio grazie al Vitamina C|Vitamina C.

Un errore tipico che vedo spesso: le persone cercano lo zinco solo nei cibi proteici come la carne rossa, e dimenticano che i semi ne contengono quantità comparabili, più biodisponibili se assunti insieme a altre sostanze vegetali protettive.

L’antibiotico della nonna: aglio, zenzero e miele

Questo è l’abbinamento che più di tutti incarna quello che faceva la saggezza popolare. Ma la cosa interessante è che funziona ancora meglio se sapete come combinarlo davvero. Non si tratta di preparare un infuso casuale, bensì di sfruttare le proprietà chimiche di ogni ingrediente.

L’aglio contiene allicina, un composto solforato straordinario per le difese. Lo zenzero ha Gingeroli|gingeroli e shogaoli, molecole antinfiammatorie potenti. Il miele non è solo dolcezza: contiene enzimi e peptidi che aiutano la risposta immunitaria. Cosa che pochi sanno è che questi tre elementi potenziati a vicenda per effetto sinergia creano una protezione che nessuno di essi darebbe da solo.

Mi è capitato di recente di suggerire questa combinazione a un uomo che si ammalava ogni quattro mesi. Gli dissi di grattugiare mezza radice di zenzero fresco, aggiungere uno spicchio d’aglio affettato finemente e mescolare tutto in un cucchiaio di miele grezzo di qualità. Una sola dose la sera, per tre settimane consecutive durante i mesi invernali. Dopo due mesi non aveva avuto neppure un raffreddore.

L’errore di mangiare male “quando serve”

Qui tocco il punto più importante. La gente pensa alle difese immunitarie solo quando sta per ammalarsi, o quando sente che il corpo è debole. Ma non funziona così. Le cellule del sistema immunitario hanno una vita breve, vengono rinnovate costantemente. Questo significa che le difese di oggi dipendono dall’alimentazione di queste ultime settimane, non da quello che mangerete domani quando sentirete i primi sintomi.

Chi mangia casualmente durante l’estate e vuole “recuperare” a novembre è già in ritardo. I migliori risultati li ho visti in clienti che hanno applicato questi abbinamenti come abitudine quotidiana: un pugno di semi a merenda, un’arancia con mandorli nel pomeriggio, la zuppa di zenzero una volta alla settimana. Non è una dieta stringente, è semplicemente consapevolezza.

L’ultimo consiglio viene dalla pratica di anni: non cercate di fare tutto insieme. Una persona che decide di cambiare alimentazione e pensa di iniziare con venti abitudini nuove fallisce entro due settimane. Scegliete un abbinamento, praticatelo per trenta giorni fino a che diventa naturale, poi aggiungete il successivo. Le vere difese immunitarie si costruiscono con pazienza, non con frenesia.

Lucia Ferrero

Dopo aver gestito una piccola erboristeria in Toscana per oltre un decennio, Lucia ha trasformato la sua passione per le erbe officinali in una vocazione. Oggi condivide consigli pratici su rimedi naturali appresi da nonne e clienti, raccontando storie e ricette che uniscono tradizione e benessere quotidiano.